La violenza di genere e i limiti del Gender Gap Index
- Pubblicato da: Giulia Proietti
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Il progetto 4EGE è risultato vincitore del bando Teach Out per svolgere un periodo di ricerca in Messico dedicato all’analisi delle politiche di parità di genere e del loro impatto effettivo.
La ricerca è stata realizzata presso la Coordinación para la Igualdad de Género (CIGU) della Universidad Nacional Autónoma de México (UNAM), centro di eccellenza nello studio delle dinamiche di discriminazione e delle politiche pubbliche in materia di uguaglianza, sotto la coordinazione della Dra. Norma Blazquez.
Il Messico rappresenta un caso di particolare interesse nel panorama comparato. È infatti tra i primi ordinamenti ad aver formalizzato e sistematizzato la categoria giuridica del femminicidio, inizialmente elaborata nel dibattito accademico e poi recepita sul piano normativo attraverso la Ley General de Acceso de las Mujeres a una Vida Libre de Violencia. Spesso chiamata come una vera e propria “legge sulla libertà”, costituisce un manifesto normativo per l’emancipazione femminile e per la costruzione di un sistema integrato di prevenzione, protezione e sanzione della violenza contro le donne.
Parallelamente, il Messico ha adottato un sistema avanzato di quote politiche che ha condotto a una sostanziale parità di genere nelle assemblee rappresentative federali, collocando il Paese in una posizione elevata nel Global Gender Gap Index. Tuttavia, l’esperienza sul campo e il confronto con studiose, attiviste e istituzioni locali hanno evidenziato la persistenza di gravi criticità, in particolare sul fronte della violenza di genere e delle discriminazioni strutturali che continuano a incidere sull’autonomia e sulla sicurezza delle donne.
Alla luce di questi scenari, la ricerca condotta nell’ambito di 4EGE ha consentito di interrogarsi sui limiti metodologici degli indici comparativi internazionali. Il Global Gender Gap Index, pur valorizzando in modo significativo la rappresentanza politica, non include tra i propri indicatori la violenza contro le donne, elemento che costituisce invece un presupposto essenziale per l’effettiva realizzazione della parità. Tale omissione produce una rappresentazione parziale della realtà, con il rischio che il buon posizionamento statistico contribuisca, involontariamente, a fenomeni di pinkwashing, attenuando la percezione delle criticità ancora esistenti e indebolendo la pressione istituzionale necessaria per affrontarle in modo sistemico.
L’esperienza di ricerca svolta presso la CIGU della UNAM costituirà la base per la redazione di un articolo scientifico dedicato ai risultati emersi dall’analisi comparata e ai limiti degli strumenti di misurazione internazionale della parità di genere. Il confronto istituzionale e accademico avviato durante il soggiorno ha inoltre posto le premesse per future collaborazioni con la UNAM, nell’ottica di sviluppare ulteriori progetti congiunti e consolidare un dialogo stabile tra ricerca europea e latinoamericana sui temi dell’uguaglianza sostanziale e della governance di genere.
Si ringraziano tutte le ricercatrice e studiose coinvolte che hanno permesso la ricerca, in particolare le Dottoresse Patricia Castañeda, Aleida Hernández Cervantes, Emanuela Borzacchiello, Rosalba Cruz Martínez e Carla Ulloa Inostroza.
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