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Il progetto 4EGE al convegno internazionale di Lione su parità di genere e diritto societario europeo

  • Pubblicato da: Giulia Proietti
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Il progetto 4EGE – For Gender Equality in European Enterprises ha preso parte al convegno internazionale “Effectiveness and Challenges of Gender Equality in EU-based Corporations”, svoltosi a Lione presso la Université Catholique de Lyon.

L’evento ha riunito docenti e ricercatori di diversi Paesi europei per confrontarsi sull’efficacia delle politiche di parità di genere nel diritto societario e del lavoro, tra misure giuridiche, culturali e di governance.

La discussione è stata introdotta da Christophe Hadjur, (Vice Rector for Research, Enterprise and Innovation UCLy), Michel Cannarsa, Professor, Dean of Law and Marjolaine Monot-Fouletier (Professor, Head of the UCLy Research Group #6).

Per il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Torino e per il progetto 4EGE sono intervenuti, in ordine di intervento:

  • La Prof.ssa Eva Desana, coordinatrice del progetto, che ha introdotto il convegno e svolto le conclusioni insieme alla Prof.ssa Mia Callegari, coordinatrice dell’Hub2;

  • Giulia Proietti, con un contributo dedicato alle hard and soft measures per promuovere la gender diversity in Italia, tra certificazione di genere e rendicontazione del personale;

  • Riccardo Russo, con una relazione sulla parità nei consigli di amministrazione delle società anonime spagnole;

  • la Prof.ssa Stefania Gianoncelli, con un contributo sulla tassazione e gli incentivi fiscali per promuovere la parità di genere;
  • la Prof.ssa Daniela Izzi, con un contributo sulla discriminazione intersezionale, con un focus sulla Direttiva 2023/970;

  • Marta Marotta, con un intervento sul rafforzamento dell’efficacia della legge italiana
    sulla parità di genere nel lavoro alla luce della Direttiva 2023/970;

Oltre agli interventi del team 4EGE, il programma ha visto numerosi contributi di studiosi europei:

  • Vlad Barbat (Cluj-Napoca Bogdan Vodà University, Romania) ha aperto la sessione con una relazione su “Subjective Rights and the European Individual within the European Corporate Law Framework”;

  • François Xavier Arnoux (Lyon Catholic University, Francia) ha analizzato i percorsi costituzionali verso la rappresentanza femminile in Francia (“Imposing Equality? Constitutional Pathways to Women’s Representation in France”);

  • Michael Doherty e Leanne O’Leary (Maynooth University, Irlanda) hanno discusso del ruolo dei rappresentanti dei lavoratori nella promozione della parità di genere;

  • Cécile Nicod (Université Lumière Lyon 2) ha affrontato il tema della Loi Rixain e degli ostacoli alla parità nel diritto del lavoro francese;

  • Louis-Daniel Muka Tshibende (Lyon Catholic University) ha illustrato come gli obblighi di reporting possano rafforzare la parità di genere nella governance aziendale;

  • Fabrizio Sudiero (UNITO) ha presentato un contributo sul legame tra responsabilità degli amministratori, sostenibilità e parità di genere;

  • Iony Randrianirina (Université Grenoble Alpes) ha esplorato le potenzialità della governance basata sull’intelligenza artificiale per promuovere l’uguaglianza di genere;

  • Leonora Buckland (Esade Business & Law School, Spagna) ha approfondito il tema del gender bias negli investimenti early-stage in Europa e delle misure di mitigazione possibili.

La discussione, articolata in tre sessioni dedicate alle fondamenta giuridiche e alle sfide applicative della parità di genere, ha messo in luce l’importanza di combinare strumenti normativi vincolanti con politiche di soft law e di welfare aziendale, per rendere effettiva l’inclusione nelle imprese europee.

L’incontro si è concluso con gli interventi della Prof.ssa Mia Callegari e della Prof.ssa Eva Desana, che hanno sottolineato la necessità di una collaborazione continua tra ricerca accademica e mondo produttivo per tradurre la parità di genere in un pilastro strutturale della governance europea.

Un passo ulteriore nel percorso di ricerca del progetto 4EGE, impegnato a esplorare come la diversità di genere possa diventare un motore di sostenibilità, innovazione e buona governance nel contesto europeo.

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